In ricordo di Giorgio Just  

 Giorgio Just 

Dedicato al Presidente.
Per chi non ti conosceva bene potevi apparire come un presidente d'immagine. Signorile nel portamento, inappuntabile con giacca e cravatta, facilità di discorso, logica ineccepibile. Chi invece ha avuto la possibilità di vivere al tuo fianco nel mondo dello sport  ha potuto apprezzare le  tue doti da presidente operativo. Attivo in sede e sui campi di gioco, ti distinguevi nei periodi di condizionamento atletico montano disputati per anni a Fusine in Val Romana, a Pierabec, a Cortina, a Sappada. In pantaloncini e maglietta guidavi il  gruppo dettando il ritmo del footing. Meticoloso istruttore negli esercizi fisici. E non finiva lì. Una volta a settimana c'era da godersi una bella camminata in montagna, talvolta impegnativa al punto che qualcuno dei tuoi ragazzi amava definirla, con sottile e benevola ironia,“una gitarella”.
Il tuo amore per la montagna, per il paracadutismo, per il karatè, per le buone letture  era contagioso come del resto la tue capacità comunicative riuscivano a trasmettere quanto ti sentissi impegnato a portare i giovani a conoscere le regole dello sport e della vita fornendo sempre un appropriato esempio di corretto comportamento.
Per te lo sport, e in particolare la pallacanestro, era un'attività seria, impegnativa, formativa che ti lasciava un'impronta e ti rafforzava  preparandoti ad affrontare i quotidiani assilli che la vita ti costringe ad affrontare. Non incline ai compromessi seppure pronto ed aperto al dialogo hai saputo, negli anni da presidente, costruire  un rapporto speciale con i “ragazzi”, gli allenatori e i dirigenti del Don Bosco che si è mantenuto nel tempo. Infatti tanti hanno voluto manifestarti con la loro presenza l'attaccamento a te in occasione di quell'ultimo saluto. Saluto d'arrivederci che tutti noi avremmo voluto rinviare al più tardi possibile. Ma anche in quest'occasione ci hai colti alla sprovvista.
Ci rimane un indelebile ricordo dei tuoi discorsi, raffinati ed incisivi, dei tuoi scritti, precisi e colti, dei tuoi slanci, forti e trainanti. Sei stato un uomo che ha sempre affrontato la vita in tutte le sue manifestazioni con stile inimitabile  desiderando  risultare un vincente. Eri convinto che la propria forza interiore e la propria volontà sarebbero state sufficienti a superare tutti gli ostacoli, grandi o piccoli, che impedivano il raggiungimento dell'obbiettivo prefissato. Sapevi inculcare grandi ideali e sani principi etici, talvolta con intransigenza, sempre rispettoso delle altrui convinzioni, ben sapendo che spesso non erano salde quanto le tue.
Grazie per averci aiutato a crescere, anche se tu probabilmente avresti preferito che ti ringraziassimo per averci “temprato” ad essere uomini migliori, persone determinate, dirigenti competenti, ottimi atleti, allenatori capaci. Per tutto questo hai lasciato un segno indelebile sul basket cittadino ed in particolare sull'ambiente del Don Bosco.
Che il cammino sui sentieri del cielo ti sia lieve. Una montagna da superare o una società di basket da far crescere forse l'hai già trovata. E so per certo che  il tuo impegno e le tue capacità sono state, sono e saranno sempre ampiamente apprezzate.

Con fraterno affetto in ricordo di Giorgio Just.

                                                                                             Maurizio Modolo